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E’ Rosa Di Gregorio la “camionista del 2015”, vincitrice della sesta edizione del premio Sabo Rosa, dedicato, nella ricorrenza dell’Otto Marzo (festa della Donna), alle donne che lavorano nella filiera del trasporto pesante. Il premio consiste in uno speciale ammortizzatore rosa, in edizione limitatissima, creato per l’occasione una volta all’anno. A scegliere la vincitrice, sulla base delle decine e decine di candidature pervenute attraverso il Web, è stata una giuria di donne, dipendenti del main sponsor dell’iniziativa, il Gruppo Roberto Nuti Spa. A presiedere la giuria, come sempre, è stata Elisabetta Nutti, direttore finanziario del Gruppo bolognese che, da mezzo secolo, produce ed esporta in ottanta Paesi i ricambi a marchio Sabo per veicoli industriali.  Per il secondo anno consecutivo il Sabo Rosa va a un’autista del Veneto, regione considerata fra le “locomotive” d’Italia. Lo scorso anno venne premiata la veronese Marianna Dal Degan mentre la vincitrice del 2015 è di Vicenza, città famosa nel mondo per le ville del Palladio e per essere un importante centro di arte orafa.
“Conosco il premio Sabo Rosa da quando è stato istituito – racconta la vincitrice, Rosa Di Gregorio -, e ho sempre trovato molto interessante questa idea perché nessuno aveva mai pensato di premiare una camionista. Per me, dopo tanti anni di lavoro, essere stata scelta come ‘camionista dell’anno’ è un vero onore ed è davvero una grande soddisfazione. Accolgo questo premio come una conquista, un punto di arrivo. Un premio che mi fa pensare ‘ecco finalmente sono completa’”.

Il Sabo Rosa 2015 premia una carriera e una passione nate fin da quando Rosa Di Gregorio era ancora in fasce. “I miei genitori fondarono la loro attività, per la quale lavoro da sempre, nel 1976 e quindi, visto che sono nata nel 1978, ‘annuso’ l’odore del gasolio fin da piccola – racconta la vincitrice con ironia – Da questa mia costante frequentazione con l’ambiente degli autisti è nata la curiosità di salire sul camion. Appena finite le scuole superiori, e consapevole che una patente in più in famiglia sarebbe stata comoda, mi sono iscritta alla scuola guida per conseguire la patente per condurre i camion e da lì è cominciata la mia avventura. All’inizio in azienda ero considerata un ‘jolly’ e davo il cambio a qualche autista. A fine 2000 ho avuto un camion tutto mio e la possibilità di partire da sola per i miei viaggi”. Un sogno, quello di Rosa, che rappresenta anche tanto lavoro e tanto impegno. “Molti pensano che essere figli d’arte significhi avere vita facile, e invece non è così – sottolinea Di Gregorio sorridendo -. Il lavoro non termina mai, finite le ore di guida per un ‘padroncino’ cominciano gli obblighi amministrativi, occorre curare le manutenzioni, risolvere questioni burocratiche. Insomma non si finisce mai, devi essere sempre disponibile anche nei momenti in cui ci si riposa o ci si svaga. Per una donna poi è ancora più impegnativo perché nell’ambiente devi essere credibile e dimostrare che sei competente, soprattutto alla guida di un autotreno. All’inizio non è stato facile imparare a manovrarlo ma con il tempo, la pazienza e soprattutto la logica sono riuscita”.

Un mondo, quello degli autotrasporti, che nel tempo fortunatamente è passato da essere “solo per uomini” ad una apertura sempre più ampia e disponibile anche ad autisti donna. “Negli anni ’90 noi donne eravamo delle mosche bianche e ancora adesso ci sono colleghi che ti stanno lontano, ma è un problema loro. Fortunatamente esiste poi una parte di colleghi che ti trattano alla pari, che prendono volentieri con te un caffè, che un’indicazione e un consiglio te lo danno sempre”.  Per Rosa di Gregorio la partecipazione al Sabo Rosa è stato un vero plebiscito. Molte sono state le candidature che ha ricevuto da colleghi che fanno parte di una grande famiglia che vive l’asfalto come una casa. Una famiglia nata, oltre che sulla strada, anche grazie al grande lavoro di Rosa sul web. “Faccio parte del gruppo “Buona Strada – Lady Truck Driver Team” dal 2007 anno in cui ho creato il blog http://buonastrada.altervista.org che è sempre stato il nostro ritrovo virtuale dove poter raccontare le nostre esperienze – prosegue Rosa -, un diario di bordo per descrivere i nostri viaggi, un album dove mettere le foto degli incontri on the road, un giornale dove riportare fatti e questioni inerenti al settore”.

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